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ENRICO CARBONE

Un indimenticabile presidente

Enrico Carbone non è più tra noi, se n’è andato in silenzio, con la stessa semplicità e umiltà con cui ha vissuto; con la stessa modestia che lo ha sempre contraddistinto. Se n’è andato lunedì 17 agosto 2009 dopo una vita vissuta intensamente in famiglia, con la moglie Maria Grazia, sposata nel 1948 e coi figli Guido e Maria Teresa. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e difensore dei valori identitari della sua Genova e della Liguria, Enrico Carbone (per gli amici Rice) si è distinto nella vita per la fierezza del pensiero e per una personalità di grande spessore umano. Sensibilità, gentilezza e schiettezza sono stati decisamente i suoi valori primari.
Il suo profilo era la severità critica e il rigore morale che, normalmente, sono connotazioni proprie dell’uomo aperto al bene e legato al giusto. Un uomo fortemente attaccato, oltre che alla famiglia, alla sua associazione A Compagna e alla Consulta Ligure sino al punto di mettersi in discussione pur di orientarle verso destinazioni di progresso, inteso come acquisizione continua di opportunità, di crescita e di avanzamento.
Enrico Ha dato il meglio di te stesso, convinto che solo attraverso la cultura locale si può realizzare la crescita e lo sviluppo della “ligusticità”.
Ci restano i suoi ideali, gli stessi ideali che coltivò con la nascita della Consulta Ligure per la quale diede tutto se stesso, senza reticenze o riserve anche dopo aver lasciato la presidenza.
Mercoledì 19 agosto la sua Genova gli ha reso l’ultimo saluto nella chiesa di San Nicolò gremita come non mai da una folla commossa. Tanti, tantissimi amici, conoscenti, colleghi hanno partecipato ai solenni funerali. Durante la messa Franco Bampi, Presidente de A Compagna, ha ricordato la figura umana e professionale di Carbone “La scomparsa di Enrico – ha detto Bampi – lascia un senso di vuoto in tutta la la nostra associazione. È stato un grande Maestro perchè le sue idee e i suoi insegnamenti hanno rappresentato per me materia di apprendimento e crescita”. Ho avuto il piacere di conoscere abbastanza bene Enrico e, come disse Giovanni XXIII° in occasione delle esequie di Papa Pacelli, “non piangiamo se il Signore ce l’ha tolto, ma ringraziamo Iddio per avercelo donato”.

Elmo Bazzano